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Vidimazione dei registri

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Il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con Regio Decreto 18/06/1931, n. 773 e il relativo regolamento di attuazione, approvato con il Regio Decreto 6/05/1940, n. 635, prevedono, per lo svolgimento di alcune attività soggette ad autorizzazione di polizia, la tenuta di registri.

Ai sensi dell’art. 163, comma 2, lett. d) del Decreto Legislativo 31/03/1998, n. 112, alcune competenze sono state trasferite ai Comuni, tra cui “il rilascio delle licenze concernenti le agenzie di affari, di cui all'articolo 115 del richiamato testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, ad esclusione di quelle relative all'attività di recupero crediti, pubblici incanti, agenzie matrimoniali e di pubbliche relazioni”.

A seguito di tale trasferimento, anche la vidimazione dei rispettivi registri, obbligatori ai sensi della normativa di P.S., è stata trasferita ai Comuni.

  1. registro degli affari giornalieri delle agenzie di affari;
  2. registro dei beni antichi e usati;

Il registro di cui al Decreto Legislativo 23/02/1995, n. 41, ora Decreto Legislativo 23/02/1997, n. 446 ("Legge Dini"), per la compravendita di veicoli usati che il concessionario si intesta e la cui tenuta è necessaria ai fini fiscali, non deve essere vidimato dal Comune. Deve invece essere vidimato il registro dei beni antichi e usati, previsto dall'art. 126 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

Esenzione dall’applicazione dell’imposta di bollo per i registri di P.S. la circolare del Dipartimento di P.S. del 10 febbraio 2006 ribadisce quanto contenuto nel parere n. 954-10755/2006 dell’Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Normativa e Contenzioso, secondo il quale i registri da vidimarsi ai sensi della normativa di P.S., non essendo ricompresi né tra quelli di cui all’art. 2215 del Codice Civile, né tra quelli indicati all’art. 16 della tariffa allegata al DPR n. 642/72, non sono soggetti ad alcuna imposta. Si veda  anche risoluzione Min. Interno n. 557/PAS.16325.14600 (16) del 27.12.2007).

Vidimazione dei registri fiscali

L'obbligo di bollatura dei libri e dei registri contabili è stato soppresso dall'art. 8 della Legge 18/10/2001, n. 383.

La soppressione dell'obbligo della bollatura riguarda, tra gli altri, anche i registri previsti dalle norme fiscali (quali ad es. il registro delle fatture, dei corrispettivi, degli acquisti) e le scritture contabili previste ai fini delle imposte sui redditi (libro giornale e per il libro degli inventari). Rientra, inoltre, nella categoria dei registri fiscali, per cui non ne è più prevista la vidimazione, il registro che i commercianti di veicoli usati (intestati ai concessionari) devono tenere per ottemperare agli obblighi della "Legge Dini".

Per questi registri rimane confermato l'obbligo della numerazione progressiva delle pagine che li compongono. La numerazione deve essere eseguita direttamente dal contribuente obbligato alla tenuta delle scritture; non deve essere necessariamente preventiva per blocchi di pagine. E' sufficiente che il contribuente attribuisca un numero progressivo a ciascuna pagina, prima di usarla. In caso di bollatura facoltativa dei libri contabili e di bollatura obbligatoria prevista da leggi speciali rimane ferma la competenza dell'ufficio del registro delle imprese o dei notai.

 

Vidimazione dei registri degli zuccheri

I produttori, gli importatori e i grossisti di saccarosio (escluso lo zucchero a velo), di glucosio e di isoglucosio, anche in soluzione, hanno l'obbligo di tenere un registro di carico e scarico di tali sostanze, in cui vanno annotate tutte le introduzioni e le estrazioni nel momento in cui si verificano. Gli utilizzatori dei prodotti stessi hanno a loro volta l'obbligo di tenere un registro di carico e scarico, in cui annotare giornalmente per prodotti omogenei i quantitativi di sostanze zuccherine impiegate. Ne sono esentati gli utilizzatori che somministrano al pubblico, quelli che producono alimenti in laboratori artigiani o in laboratori annessi a esercizi di vendita o di somministrazione e quelli in possesso di un registro di carico e scarico delle materie prime, vidimato dall'ufficio periferico dell'Ispettorato centrale repressione frodi o dall'ufficio dell'Agenzia delle dogane competente per territorio. Prima dell'uso, i registri di cui sopra, se tenuti in forma cartacea (è infatti prevista la possibilità di tenuta tramite supporto informatico, con modalità stabilite dal Ministro per le politiche agricole e forestali), devono essere progressivamente numerati in ciascun foglio, bollati e vidimati dal Comune competente in base al luogo di detenzione.