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Commercio al dettaglio in sede fissa, esercizi di vicinato

vicinato

E' commerciante quel soggetto (persona fisica o società) che esercita un'attività economica consistente nell'acquisto di merci allo scopo di rivenderle. Pertanto il commerciante è una figura di operatore economico nettamente distinta dall'industriale e dall'artigiano, i quali acquistano merci non per rivenderle ma per trasformarle in nuovi prodotti. Naturalmente se l'industriale e l'artigiano vendono anche articoli da essi non prodotti, sono soggetti alla disciplina del commercio.

E' commercio al dettaglio quello esercitato da chi acquista merci e le rivende direttamente al consumatore finale, cioè al pubblico in generale.

  • Per esercizio di vicinato si intende un'attività commerciale con superficie di vendita non superiore a mq 250
NON sono esercizi commerciali soggetti alla definizione sovrastante:

  • farmacie il cui impianto ed esercizio è assunto dal Comune ai senso della Legge 02/04/1968, n. 475 e della Legge 08/11/1991, n. 362, ed in cui ci sia vendita esclusiva di prodottti farmaceutici, specialità medicinali, dispositivi medici e presidi medico-chirurgici;
  • rivendite di generi di monopolio (Legge 22/12/1957, n. 1293);
  • associazione di prodotti ortofrutticoli (Legge 27/06/1967, n. 622);
  • produttori agricoli (art. 2136 del Regio Decreto 16/03/1942, n. 262 "Codice civile", Legge 25/03/1959, n.125);
  • vendita di carburanti e oli minerali;
  • vendita, nei locali di produzione o in locali adiacenti di beni di produzione propria, o di beni accessori all'esecuzione delle opere, o prestazioni di serivizio degli artigiani iscritti all'Albo (art. 5, comma 1 della Legge 08/08/1985, n. 443);
  • pescatori o cacciatori che vendono i prodotti provenienti dall'esercizio della loro attività;
  • vendita di prodotti legalmente e direttamente raccolti in terreni ad uso civico (erbatico, fungatico, ecc.);
  • vendita delle proprie opere d'arte e pubblicazioni;
  • vendita di beni del fallimento;
  • vendita in fiere campionarie e mostre;
  • pubblicazioni di enti pubblici, relative alla loro attività.

Requisiti per l'esercizio dell'attività: 

Lo svolgimento dell'attività è subordinato al possesso dei requisiti soggettivi previsti dalla normativa antimafia.

Per esercitare l'attività di vendita al dettaglio di prodotti inerenti il settore merceologico non alimentare è necessario essere in possesso dei soli requisiti soggettivi morali. Per esercitare l'attività di vendita al dettaglio di prodotti inerenti il settore merceologico alimentare, oltre ai requisiti soggettivi morali sopra citati, è necessario essere in possesso anche dei requisiti soggettivi professionali che, in assenza di una specifica disciplina regionale trovavano diretta applicazione nel territorio regionale le disposizioni di cui all’articolo 5, comma 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 e successive modificazioni e integrazioni, recante la disciplina statale in materia di commercio. Ciò, in forza del rinvio operato dall’articolo 41 della legge regionale 13 agosto 2004, n. 15 e successive modificazioni e integrazioni, recante la disciplina regionale in materia di commercio.

Individuato il contesto normativo di riferimento, si evidenzia che l’intervenuto decreto legislativo ha provveduto ad unificare il regime giuridico concernente l’esercizio delle attività di commercio di prodotti alimentari e di somministrazione di alimenti e bevande, disponendo, all’articolo 71, comma 7, l’abrogazione degli articoli 5, comma 5 del decreto legislativo n. 114 del 1998, e 2 della legge 25 agosto 1991, n. 287, recante “Aggiornamento della normativa sull'insediamento e sulla attività dei pubblici esercizi” e individuando, al comma 6 del medesimo articolo 71, i seguenti requisiti unitari:
a) la frequenza con esito positivo di un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano;
b) l’aver prestato la propria opera per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, presso imprese esercenti l'attività nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all'amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell'imprenditore in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all'Istituto nazionale per la previdenza sociale;
c) il possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti.

Da ultimo appare opportuno evidenziare che l’art. 71 del decreto legislativo non elenca la pregressa iscrizione al Registro esercenti il commercio di cui alla legge 11 giugno 1971, n. 426 (R.E.C.) tra i requisiti abilitanti all’attività di commercio alimentare e di somministrazione di alimenti e bevande.
Tale requisito, come noto, era riconosciuto valido in tema di somministrazione di alimenti e bevande dall’articolo 4, comma 6, lettera b) della legge regionale e, in tema di commercio di prodotti alimentari, dalla circolare del Presidente n. 4 del 5 settembre 2005, punto c. 5.
Sul punto il Ministero dello Sviluppo Economico si è espresso con la succitata risoluzione n. 53422, cui si rinvia, ribadendo quanto già affermato nella circolare n. 3603/C del 28 settembre 2006, emanata in occasione dell’entrata in vigore del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni in legge 4 agosto 2006, n. 248.
In tale circolare, ai punti 2.2.1, 2.2.2., 2.2.3 e 2.2.4. il Ministero, preso atto della soppressione del R.E.C. per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande a partire dal 4 luglio 2006, aveva riconosciuto il possesso del requisito professionale ai soggetti iscritti al suddetto Registro prima del 4 luglio 2006 e a coloro che avessero superato l’esame di abilitazione di cui all’art. 2, comma 2, lettera c), ultimo periodo, della legge n. 287 del 1991.
Da ultimo, con risoluzione n. 61559 del 31 maggio 2010, cui ancora una volta si rinvia, il Ministero, al fine di evitare il verificarsi di situazioni di disparità di trattamento, ha ritenuto di dover considerare come requisito valido per la qualificazione professionale per entrambi i settori anche il possesso dell’iscrizione al R.E.C. per uno dei gruppi merceologici individuati dalle lettere a), b) e c) dell’art. 12, comma 2, del D.M. 4 agosto 1988, n. 375.

L'edificio e i locali in cui si svolge l'attività devono avere una destinazione d’uso compatibile con l’attività stessa.

L'attività deve essere svolta nel rispetto delle norme applicabili all'attività oggetto della segnalazione e delle relative prescrizioni (ad esempio in materia di urbanistica, igiene pubblica, igiene edilizia, tutela ambientale, tutela della salute nei luoghi di lavoro, sicurezza alimentare, regolamenti locali di polizia urbana annonaria).

Modalita di esercizio: 

La regolamentazione degli orari degli esercizi di vendita al dettaglio è prevista da apposita ordinanza sindacale, con la quale vengono fissati gli orari minimi e massimi di apertura e chiusura, nonchè le deroghe alla chiusura in determinate occasioni e festività.

MODULISTICA:

PROCURA per la presentazione delle pratiche

Elenco dei moduli compilabili e da scaricare

UFFICIO DI COMPETENZA E MODALITA' DI PRESENTAZIONE:

SUAP - Sportello Unico dell'Estense

VERSAMENTO DIRITTI D'ISTRUTTORIA (alla presentazione della pratica):

Diritti d'istruttoria SUAP