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"Esperienze" Ciclo di incontri a tematiche sociali

Ennesima ott nov 2017 Consolazioni BANNER

Chiostro delle Consolazioni, 25 ottobre; 8, 15 e 21  novembre 2017

Ore 21.00 - Ingresso libero

Incontri a cura di EnnESIMA associazione culturale con il patrocinio della Città di Este.

Quattro incontri tra fotografia e libri, dove troveranno spazio temi di quell’attualità spesso lontana dai riflettori del sistema dei media, ma che nonostante tutto rappresenta un aspetto particolare del nostro tempo: l’Africa con le sue mille contraddizioni, la realtà degli affetti in carcere, l’esperienza di uno squatter e un viaggio della memoria nella guerra più vicina (nel tempo e nello spazio) a noi.

mercoledì, 25 ottobre 2017: Daniele Gobbin e Riccardo Carugati "Congo, viaggio nel cuore dell’Africa"
Riccardo Carugati e il fotografo Daniele Gobbin racconteranno le loro esperienze di viaggio nella Repubblica Democratica del Congo, un paese ricchissimo di risorse ma sfruttato dal colonialismo e devastato da guerre. Storie di volontariato, avventure, disagi, ricchezze e indimenticabili emozioni. In collaborazione con Ubuntu Aps.

mercoledì, 8 novembre 2017: Angelo Ferrarini "Per qualche metro e un po’ d’amore in più"
Tema del volume sono gli affetti ristretti, cioè i sentimenti e i rapporti limitati, interrotti, chiusi, raccontati dalle esperienze di chi sta subendo la condanna. Il volume nasce dal tema di discussione e confronto proposto nell’Anno Scolastico 2013-14 a scuole, associazioni, istituti di pena.

mercoledì, 15 novembre 2017: Franco Rubini e Federico Rampazzo, "Proving in grounds"
Un memories ma anche una introspezione profonda dell’essere giovane, in questa contemporaneità, mentre si è a mezz’aria fra la natura e la metropoli. Federico Rampazzo, nato a Monselice, vive a Londra dal 2014. A raccontare la sua storia anche le immagini di un “fotografo appassionato” di casa nostra: Franco Rubini.

martedì, 21 novembre 2017: Alberto Girotto, "Le rose di Sarajevo"
Alberto Girotto, giovane fotoreporter atestino, ha ripercorso nel 2016, l’asfalto dell’assedio, dove le bombe e i colpi di mortaio hanno lasciato il loro segno. Le chiamano “rose di Sarajevo“, e quelle ricoperte di resina rossa sono quelle che si sono portate via la vita di uno o più cittadini di quel  crocevia di culture.

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