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Inaugurata la ricostruzione del volume interno della Ex Chiesetta dell'Annunziata, nuova "bottega delle arti".

Sala intitolata a Salvatore “Turi” Fedele e alla moglie Renata Carminati
All’interno, l’opera “Gli amanti” di Andrea Rimondo


«Un impegno preso con i cittadini di Este che si realizza: la riqualificazione dell’ex chiesetta dell’Annunziata, detta “la Madonnetta”, in piazza Trento, un cantiere atteso da tantissimo». Così il sindaco Roberta Gallana, presentando alla cittadinanza la ricostruzione del volume interno della ex Chiesetta: «Abbiamo ottenuto un contributo dalla Regione del Veneto, nell’ambito del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, per 150.000 euro che, insieme alle risorse del Comune per ulteriori 190.000 euro, ci ha permesso di riqualificare questa parte importante del centro storico recuperando un bene architettonico della città. Questo spazio diventerà una “bottega delle arti” per i giovani e per tutti, con la speranza che sia luogo di condivisione, per la crescita culturale e sociale e per dare vitalità alle piazzette».

L’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan, complimentandosi con l’amministrazione comunale e con il sindaco, ha dichiarato: «è un’opera di restauro che ha restituito alla cittadinanza un edificio storico-religioso nel cuore della città. Da oggi l'ex chiesetta dell'Annunziata diventerà la casa di giovani artisti del territorio e mi piace pensare anche laboratorio creativo per nuove idee. Quest'opera è un esempio di come le risorse regionali, erogate in questo caso tramite il Gal patavino, sono state ben impiegate per la realizzazione di interventi di ripristino e riqualificazione di elementi architettonici tipici e caratteristici del paesaggio rurale».

Federico Miotto, presidente del GAL Patavino, rimarcando quanto detto dall’Assessore Pan, ha espresso grande soddisfazione per l’ottima riuscita del progetto di riqualificazione, che contribuirà a migliorare ulteriormente l’immagine e la bellezza di Este.

Conferma l’assessore comunale ai Lavori Pubblici e Urbanistica, Paolo Rosin: «La ricostruzione del volume interno della Madonnetta consente alla Città di disporre di un ulteriore prestigioso spazio per le attività culturali. Dell’edificio originario non rimaneva alcuna traccia perciò è stata importante l’accurata analisi storico-iconografica svolta dall’architetto Antonio Zogno».

Annunziata taglio nastro ok ok

La storia e il progetto di ricostruzione
L’ex chiesetta di Santa Maria Annunziata - più comunemente conosciuta come “Chiesa della Madonnetta” - fu eretta nel 1585 dalla Confraternita della Compagnia dei Battuti che, fin dal 1260, utilizzava questo sito e la costruzione adiacente come piccolo ospedale per i poveri e gli infermi. L’edificio subì numerose trasformazioni: nel ‘700 venne modificata la chiesetta e aggiunta la sacrestia; nel 1845 l’architetto Giuseppe Riccoboni riedificò il volume interno e ridisegnò la facciata; infine, a metà degli anni ’60, l’ex Chiesetta venne ceduta al Comune ed il volume interno, sostituito con una struttura lignea, venne usato per anni dal maestro Gastone Primon come suo laboratorio.
Nel 2009 è stato predisposto un progetto di recupero generale, suddiviso in due fasi operative: la prima (attuata tra il 2011 e il 2013) ha consentito il consolidamento e il restauro conservativo della facciata e del campanile, uniche parti originarie rimaste; la seconda, ipotizzando la ricostruzione di un volume interno, prevedeva la realizzazione di una struttura su tre livelli. L’intervento realizzato, predisposto nel 2017 e ridimensionato rispetto a quello del 2009, mantiene alcuni fondamentali principi: non interferisce né con la facciata e il campanile, né con gli edifici contermini, rispetto ai quali risulta completamente autonomo.
Il pannello posizionato a fianco dell'elevatore (vedi il pdf allegato), consente di leggere nel dettaglio le informazioni storiche riguardanti la Chiesetta e vedere la documentazione delle tracce delle murature e delle pavimentazioni cinquecentesche ritrovate a seguito degli scavi archeologici effettuati a inizio lavori nel gennaio-febbraio di quest'anno.
L’Architetto Marina Cescon, che ha diretto il cantiere, ha spiegato così il progetto: «si basa sull’utilizzo di elementi strutturali leggeri in legno lamellare. La struttura risulta staticamente semplice e le grandi superfici in vetro consentono di ottenere, oltre che un’ottima illuminazione naturale, una completa vista dall’interno sia della facciata che degli spazi del giardino esterno oltre che una maggiore leggerezza e trasparenza del volume architettonico. L’interno è concepito come uno spazio completamente libero, "open-space" anche in altezza, con il soppalco aperto e le zone di servizio collocate nell'annesso esterno. L'intervento non modifica il paesaggio e l'ambiente, non interferisce con gli edifici contermini né con l'impianto storico dell'isolato e della piazza. Nel contesto urbano storico, la riedificazione assume una forte valenza di dialogo tra nuova architettura e preesistenze. Per il collega Toni Zogno, un sogno che si realizza dopo vent’anni».

Annunziata interno soppalco web

Intitolazione a Salvatore “Turi” Fedele e Renata Carminati
Un sogno condiviso dall’architetto Zogno con l’amico Salvatore “Turi” Fedele. A questi e alla moglie Renata Carminati è intitolata la sala.
Per molti anni presidente della sezione estense di Italia Nostra, Renata Carminati sì è a lungo spesa con passione, assieme al marito, per il recupero della ex Chiesetta: il loro sogno era quello che questo spazio diventasse un centro di formazione culturale e artistica.
Raffinato intellettuale e infaticabile organizzatore di mostre ed eventi, conosciuto nella comunità culturale nazionale come ideatore del “Premio dei Colli”, festival internazionale del documentario d’inchiesta filmata, Turi Fedele è stato fondatore del “Centro Culturale Estense” nei primi anni ‘60 e del Centro di Cultura “La Medusa” nel 1992, portando a Este alcune grandi mostre di rilevanza nazionale e internazionale.
Così scriveva Turi Fedele: «Il Centro di Cultura La Medusa è cosciente non solo degli scopi del proprio lavoro, ma anche delle difficoltà che oggi comporta agire nell’ambito della cultura: se l’impegno in qualche modo ci “esalta”, allo stesso tempo sappiamo che i risultati che vorremmo raggiungere richiedono la collaborazione e il contributo di molte più forze di quelle che il Centro da solo è in grado di mettere in campo. E’ a queste forze, pubbliche e private, che ci rivolgiamo affinché il nostro operare possa raggiungere due fondamentali scopi: il primo riguarda il contributo disinteressato diretto a migliorare il ruolo di Este come Città di Cultura; il secondo è quello di raggiungere quelle soddisfazioni, non meno legittime, legate alla realizzazione di iniziative che riteniamo importanti, e non solo per la nostra Città».

Annunziata Gallana con Sergio e Renzo Fedele targa Turi Fedele e Renata Carminati Fedele web

“Gli amanti” di Andrea Rimondo
All’interno del nuovo centro culturale è collocata la scultura in pietra di Nanto “Gli amanti”, dell’artista Andrea Rimondo, che il sindaco Gallana ha voluto restaurare dopo l’atto di vandalismo subito nell’estate 2016 da alcuni balordi che mandò in frantumi tutta la parte superiore. La sua collocazione all’interno della ex Chiesetta vuole ricordare l’importanza della tutela e del rispetto per le opere d’arte.
«Avevo chiesto a Rimondo di non cancellare completamente i segni dello scempio – ha detto il sindaco Roberta Gallana - perché restasse un segno della ferita arrecata e a testimonianza di una coscienza civica e dell’amore per Este e perché l’arte è più forte di qualsiasi tentativo di degrado».
«Un’opera d’arte è indifesa, e chi se la prende con un’opera d’arte può infierire su chi è indifeso. Indifesi, ad esempio, sono i bambini, le donne, gli anziani o i disabili. Aver restaurato questa mia scultura, che è di tutta la città di Este, significa ridare senso a ciò che era stato deturpato, ridare speranza a tutto quello che di bello abbiamo, riportare valore a qualcosa che in un attimo era distrutto, rinsaldare una ferita contro tutte le violenze» è il commento di Rimondo.

Annunziata interno con Amanti