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Seduta straordinaria del Consiglio Comunale del 15 Settembre 2011

Verbale del Consiglio Comunale Straordinario

PRESIDENTE
Buonasera a tutti, iniziamo il nostro incontro di convocazione del Consiglio Comunale in seduta straordinaria. Chiedo al Dottor Nieddu, nostro Segretario Comunale, di procedere con l'appello.

Il Segretario procede all'appello

PUNTO N. 1 ALL'ORDINE DEL GIORNO
150° ANNIVERSARIO DELL'UNIFICAZIONE: INCONTRO DEL CONSIGLIO COMUNALE CON I NUOVI MAGGIORENNI IN MERITO ALL'EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA ATTIVA ED AI VALORI COSTITUZIONALI

PRESIDENTE
La Consigliera Goisis ed il Consigliere Ravazzolo sono assenti giustificati.
Dichiaro aperto questo Consiglio Comunale e porgo un caloroso saluto al Signor Sindaco, che sta alla mia destra ma è individuato, ragazzi, anche dalla fascia tricolore, un saluto al Dottor Nieddu che ci segue nei lavori di ogni Consiglio Comunale come Segretario Comunale, ai colleghi Assessori che hanno lasciato un po' lo spazio qui al tavolo, di solito sono a destra e a sinistra qui in questo tavolo e si sono accomodati nel posto del pubblico per lasciare spazio magari a qualcuno di voi ragazzi e ai Consiglieri Comunali che via via, rappresentanti delle diverse forze politiche, vi rivolgeranno un saluto di augurio.

Saluto volentieri tutti i Consiglieri Comunali e saluto anche i cittadini di Este e le persone che ci stanno seguendo in diretta streaming.
Mi rivolgo subito a voi, ragazze e ragazzi del 1993, i nostri diciottenni, benvenuti ragazzi e grazie di avere accolto il nostro invito, di essere con noi in questo Consiglio Comunale che si riunisce in seduta straordinaria. Abbiamo deciso, insieme ai colleghi capigruppo, in Conferenza di magnificare quasi ognuno di voi, di fare grandi questi ragazzi che quest'anno compiono 18 anni; qualcuno di voi è già diventato maggiorenne, ha già compiuto 18 anni e qualcun altro lo diventerà ma tutti entro la fine di quest'anno diventerete maggiorenni.

Oggi, se notate, vi abbiamo messo al centro dei nostri lavori perché siete la nostra speranza, abbiamo bisogno anche noi più grandi di ravvivare la speranza con la vostra presenza all'interno della istituzione rappresentativa, il Consiglio Comunale, eletta dalle elettrici e dagli elettori, che si è insediata il 16 giugno scorso e che vede le varie forze politiche rappresentate dai Consiglieri impegnati nell'indirizzare e nel controllare l'azione amministrativa della nostra città. Spesso vedete che gli adulti quando parlano di voi giovani dicono "Siete il nostro futuro", oggi in questa sala consiliare noi vogliamo dirvi che siete il nostro presente e non siete solo il nostro futuro, perché se foste solo il nostro futuro significherebbe dire "Voi per ora non esistete, adesso il mondo è nostro, state lì fermi in attesa del vostro turno"; invece non è così perché nell'anno in cui festeggiate 18 anni, in un anno che coincide con un anniversario molto importante: il 150° anniversario dell'unità d'Italia e in un giorno, il 15 settembre, in cui ricorre da Giornata Internazionale della Democrazia noi vogliamo dirvi che la città di Este non vuole e non può rinunciare alla vostra freschezza, al vostro talento, alla vostra creatività, alle potenzialità che sono presenti in voi, alle competenze che state conquistando con lo studio e la formazione, alla capacità di progettare, di intraprendere, di innovare, che già siete in grado di evidenziare nel vostro quotidiano e che sono tipiche dei giovani. Il nostro tempo desideriamo si intrecci con il vostro tempo, ragazzi, di persone giovani ma che sanno sognare in grande, che sanno comunicare usando tecnologie avanzate, che sanno interagire usando i social network per promuovere anche cultura, professionalità e relazioni importanti, persone giovani che nelle cose che fanno sanno porre fiducia, ascolto, cura ed attenzione.

Vi abbiamo invitati per dirvi che da oggi siete cittadini a pieno titolo, appartenenti ad una città che vi ha visti nascere, crescere nelle sue famiglie, nelle scuole, nelle aggregazioni sociali e nelle varie associazioni, che vi ha accolti provenienti da altri paesi, una città che ha bisogno di voi. Vedete ragazzi, una città si sviluppa bene se le proprie istituzioni, i propri spazi di democrazia sono partecipati da tutti i suoi abitanti e in particolare da chi, anche se giovane di età, è portatore di pensieri, di idee coraggiose, sa rapportarsi con educazione e si esprime con franchezza e lealtà, sa agire con onestà e nella verità. Appartenere ad una città, ad una comunità civile da maggiorenni significa essere persone non solo titolari di diritti ma capaci di esercitarli questi diritti e qualcuno di voi uno di questi diritti che si possono esercitare con la maggiore età, appunto il diritto di voto, l'ha già sperimentato votando in occasione delle scorse elezioni amministrative e scegliendo un candidato Sindaco, scegliendo un candidato Consigliere Comunale oppure ha partecipato, un po' più avanti, ai referendum di giugno.

Con la maggiore età sperimentate anche l'assunzione di doveri che si collegano all'esercizio dei diritti, sapete esercitare nel quotidiano le libertà, coniugandole con le responsabilità ed è per questo che vogliamo consegnare a ciascuno di voi la Costituzione Italiana, una carta che è nata 63 anni fa, porta bene però i suoi anni, frutto di quella sintesi alta tra i diversi filoni culturali rappresentati dai costituenti, il filone liberale, socialista comunista e il filone personalista cattolico. La carta costituzionale che rappresenta davvero, ragazzi, ciò che abbiamo di più prezioso per realizzare compiutamente il nostro essere cittadini che sanno costruire un nuovo dialogo per una società più credibile: la città dove le persone che la abitano vivono bene insieme. Leggendo questa carta, qualcuno di voi già la conosce, credo tutti, trovate i principi fondamentali, i diritti, i doveri, le libertà che costituiscono la dignità di ogni persona umana e anche dei giovani diciottenni. Ricordatevi che alcuni tra i costituenti erano giovani deputati nel 1946, nel 1947 e si sono ritrovati a dialogare e a costruire una volontà comune, una Italia diversa e migliore al di là delle differenze politiche, si sono trovati a preparare delle regole che hanno resistito nel tempo, perché pensate non per una specifica maggioranza ma con un metodo democratico importante, quello del confronto, del consenso ampio nell'unico interesse della persona umana.

Viviamo in un mondo che sembra riservare poco spazio per i giovani, soprattutto in questi momenti qua dove si parla di crisi, imparate a viverli quei valori, perché in ogni tempo possono essere in pericolo, possono essere messi a rischio, pensiamo all'uguaglianza, noi vediamo disuguaglianze sociali, sono sotto i nostri occhi, studiate a scuola paesi nei quali estreme povertà si fronteggiano con ricchezze notevoli, si fa poco per ridurre le disuguaglianze e ciò che si fa è insufficiente, cosa è necessario? Prendere coscienza, soprattutto quando si hanno 18 anni, magari indignarsi di fronte alle ingiustizie però non basta, perché quando l'ingiustizia si presenta alla mia porta devo intervenire, agire ed impegnarmi per contrastarla, ci si può impegnare sia individualmente che collettivamente dando concretezza a quei valori che sono presenti nella Costituzione, conoscere la Costituzione significa anche imparare ad assumere le proprie responsabilità, a non delegare, gli strumenti democratici esistono, imparate ad usarli, gli spazi democratici ci sono, imparate ad abitarli, il cittadino di ogni età dovrebbe, alla luce della carta costituzionale, un po' essere sentinella, persona attenta quindi a ciò che capita attorno a sé ma a ciò che capita anche dall'altra parte del mondo, visto che parlo a gente che è esperta nell'utilizzo delle reti, ragazzi diventate sentinelle di questa democrazia e della vostra città, imparerete così ad essere persone che sentono di appartenere non solo alla propria città ma anche alla propria Regione, al proprio paese e vi sentirete cittadini di una comunità più vasta, com'è l'Europa, sarete capaci di essere cittadini del mondo e questa cittadinanza plurima che ognuno di noi dovrebbe vivere voi, permettetemi, la potete vivere in modo unico, appunto da diciottenni, con lo sguardo non opaco e non sfuggente e con l'entusiasmo e l'intraprendenza della vostra età.

È a persone come voi, ragazzi, che consegniamo oggi la Costituzione Italiana e le chiavi della città, una chiavetta USB con memorizzati alcuni link istituzionali e contenente, oltre al testo della Costituzione, il testo della Dichiarazione dei diritti umani e lo Statuto della nostra città. Le chiavi della città, ragazzi, si consegnano a persone di fiducia e noi vogliamo dirvi che ci fidiamo di voi, perché potete essere quei cittadini che sanno costruire ponti tra le persone e le istituzioni, dando compiutezza alla democrazia. Questa fiducia in voi desidera esprimerla anche il Sindaco ed un rappresentante di ogni forza politica presente nel nostro Consiglio Comunale.
Io inizio subito a dare la parola al Signor Sindaco, prego ha diritto di parola. 

SINDACO
Grazie Presidente e buonasera a tutti, specialmente a tutti i diciottenni che hanno accettato l'invito che abbiamo fatto. È per me veramente un momento emozionante che coltivavo da tempo questo momento di accoglienza dei nuovi cittadini.

Il Presidente del Consiglio con i capigruppo di tutte le forze politiche del Consiglio Comunale ha lavorato in maniera molto utile perché questo potesse accadere, c'è stata la condivisione di tutte le forze politiche e questo mi pare significativo, che come Consiglio Comunale siamo qui ad accogliervi come cittadini con pieno titolo in questo anno importante per ciascuno di voi. Vedete, potevamo consegnarvi tante cose, perché resti questo momento significativo in cui dovete sentire l'abbraccio della città che vi accoglie maggiorenni al suo interno ma abbiamo voluto consegnarvi questo documento, la Costituzione, perché? Perché la Costituzione è frutto degli ideali, dei valori e anche del sacrificio umano di tante persone che ci hanno preceduto e che hanno fatto in modo che in questi 63 anni riusciamo a vivere nella pacifica convivenza all'interno dei nostri confini nazionali ma non solo, hanno reso possibile un'altra grande opportunità per la nostra nazione: il fatto che possiamo aprirci alle altre nazioni europee e abbiamo avuto il coraggio, come nazioni dell'Europa, di costituire l'Unione Europea, che è una casa allargata nella quale dobbiamo sentirci tutti a pieno titolo appartenenti, cittadini e cittadini che hanno la responsabilità di guardare lontano.
Vedete, normalmente quando si costituivano nuovi stati, quando si allargavano gli stati si facevano guerre nei tempi passati e si cercava di annettere territori, la grande Europa è nata invece dalla volontà del dialogo, dalla capacità di dialogo tra le nazioni e dalla consapevolezza che insieme si possono realizzare obiettivi più importanti e più ambiziosi, io credo che questi fondamenti siano proprio all'interno di questo atto, che è la Costituzione che consegniamo nelle vostre mani. Questa carta riconosce i diritti ed i doveri, l'ha precisato benissimo la Presidente del Consiglio, riconosce i diritti di noi come persone e riconosce i diritti ed i doveri anche degli enti, delle istituzioni e io vorrei stare sull'attualità dei temi, perché oggi voi poi magari quando andrete a casa vedrete il telegiornale, vedrete che in tutta Italia i Sindaci dei Comuni italiani hanno oggi portato avanti una azione di protesta forte nei confronti del Governo e io voglio spiegare anche a voi oggi il motivo di questa protesta e partire dalla carta costituzionale, la carta costituzionale all'Art. 114 dice questo "La Repubblica è costituita dai comuni, dalle province, dalle città metropolitane, dalle regioni e dallo Stato", questa è la Repubblica, cita tutte le istituzioni che sono all'interno della Repubblica e non le cita in ordine di importanza ma le cita insieme, tutte queste istituzioni dai Comuni, quindi dall'ultimo dei Comuni, dal più piccolo dei Comuni allo Stato hanno tutti pari dignità all'interno della Repubblica e oggi come Sindaci siamo andati dai Prefetti, che rappresentano nelle Province il Governo e siamo andati a dire questo perché i tagli dell'ultima manovra che è stata approvata purtroppo ieri nel Parlamento, i tagli che sono stati fatti nei confronti degli enti locali avranno grosse, pesanti ripercussioni nei servizi che come Comuni dobbiamo e sentiamo la necessità di garantire ai nostri cittadini, maggiorenni o minorenni che essi siano e quindi siamo andati insieme, Sindaci di tutti i partiti, di tutte le provenienze politiche ad affermare questo, perché difendere oggi i diritti dell'ente locale è un modo per difendere i diritti, i servizi e il futuro dei nostri cittadini, specie di quei cittadini che devono avere e dobbiamo costruire per loro il coraggio di guardare non con fiducia ma con speranza vera al futuro.

Quello che noi dobbiamo costruire, dobbiamo darvi e abbiamo il dovere di darvi è il coraggio di avere speranza ma oggi siamo in una situazione in cui questo coraggio rischia di essere un po' appannato e quindi noi ci stiamo battendo come Sindaci delle nostre comunità perché questo vi sia garantito, ne avete diritto, questa Costituzione ve ne dà il diritto.

Quindi nel salutarvi e veramente nell'augurarvi che questa tappa sia un momento importante ma che vi dia veramente la possibilità di guardare con fiducia al futuro voglio sottolineare un altro aspetto: abbiamo deciso di darvi questa chiave della città, abbiamo voluto darvi questo segno, questo simbolo, una chiave ovviamente tecnologica perché voi siete le persone che usano meglio la tecnologia, lo insegnate a tutti, la tecnologia fa parte della vostra vita ma deve fare parte anche della nostra, perché ormai questo è il presente che stiamo vivendo, dentro a questa chiavetta ci sono dei documenti, li ha citati il Presidente ma il concetto della chiave è questo: avere la chiave della propria casa vuole dire averne la responsabilità, vuole dire sentirla propria, sentire che ciascuno di noi ha anche dei doveri nei confronti di questa casa, consegnarvi le chiavi vuole dire consegnarvi una parte di responsabilità nella comunità cittadina nella quale viviamo insieme. Quindi questo sarà un motivo perché ci possiamo sentire ancora di più comunità, una comunità corresponsabile, tutti insieme nella responsabilità di portare avanti la nostra città con la speranza che i diritti che abbiamo esercitato noi, le possibilità che abbiamo avuto noi e chi è venuto prima di noi continuiamo quanto meno ad avere la possibilità di fruirne e a portarle avanti per il futuro. Io vi ringrazio di essere stati qui e passo la parola di nuovo al Presidente, grazie. 

PRESIDENTE
Grazie, Signor Sindaco. Allora, ragazzi, io penso sia davvero importante per ognuno di voi sentire la voce di tutte le forze politiche presenti nel nostro Consiglio Comunale, ho detto che qualcuno di voi ha dato anche il proprio contributo nel senso che ha esercitato il diritto di voto all'appuntamento di metà maggio e allora, dando la parola a tutti e stando dentro a tempi che avevamo già stabilito, per cui cerchiamo di essere anche un po' sintetici in modo da non portare via troppo tempo nemmeno a voi, darei la parola ad un Consigliere rappresentante del Partito Democratico. Chi prende la parola? Consigliere Alberto Roman prego. Io lo inviterei qui, grazie Consigliere, se vi alternate qui al tavolo nostro è preferibile.

CONSIGLIERE ROMAN
Oggi ci troviamo qui perché in un anno simbolico com'è il 150° dell'unità d'Italia è giusto che si attesti anche in un modo altresì simbolico il vostro passaggio alla vita politica attiva. Ora potremmo parlare delle istituzioni e dell'importanza che esse hanno per voi ma per il paese intero però io prenderei un'altra angolatura, perché vorrei parlare dell'importanza che voi invece avrete per il futuro di questo paese, la vostra età infatti è simbolica per un altro motivo: perché rappresenta tutte quelle nuove generazioni che spesso vengono definite "disinteressate" verso la politica e le sue forme e questo è spiegato dal fatto che siamo nati in un periodo che veniva dopo la caduta del muro di Berlino, dopo la caduta dell'Unione Sovietica, dopo il crollo di un modello di valori a cui molti credevano e questo ha portato all'affermarsi di un modello economico attuale, che è quello consumistico di cui però vediamo anche ora il vacillare. Ci siamo trovati dunque in mezzo alla crisi di due modelli, per i quali i nostri genitori comunque avevano creduto, avevano sognato, avevano lottato e noi invece ci troviamo senza grandi sogni di questo tipo e senza ideali politici da seguire.

Quindi il mio invito per voi questa sera è in seguente ed è: impegniamoci, la crisi di questi anni infatti è arrivata anche alle nostre porte ed è arrivata anche a Este, io penso che anche molti di voi magari la staranno già toccando con mano e senza un progetto quando ci verranno consegnate le chiavi metaforiche di questo paese noi non potremo trovarci già disillusi od impreparati. In paesi come la Spagna vediamo che già c'è qualcosa che si sta muovendo, se pensiamo al movimento degli Indignados ma anche in altri paesi, se vogliamo che anche per il nostro paese vi sia una speranza di cambiamento questo dipenderà solo dal nostro impegno. Quindi vi dico impegniamoci, il che non significa per forza aderire ad un partito ma può essere anche un aderire alle situazioni, aderire anche al volontariato ma può essere anche semplicemente discuterne con i vostri amici. Il messaggio che vorrei darvi è che comunque dovete costruirvi una vostra idea politica, qualunque essa sia, però vi pregherei di farlo, perché il momento per vivere passivamente non è questo e lo vedrete quando a breve molti di voi dovranno decidere il proseguimento degli studi e dovrete decidere che indirizzo scegliere e vedrete che vi verrà detto che la priorità non saranno i vostri sogni ma sceglierete la facoltà dove avrete più sbocchi lavorativi. Per me questo sarebbe un motivo per indignarsi come i nostri colleghi spagnoli e per questo io vi dico: indigniamoci, vi dico impegniamoci e vi dico crediamoci, perché solo così potremo costruire altri 150 anni di questa Italia. Grazie.

PRESIDENTE
Grazie, Consigliere Roman. Ora darei la parola ad un rappresentante della Lega Nord – Liga Veneta, penso prenda la parola il Consigliere Carlo Zaramella, prego Consigliere.

CONSIGLIERE ZARAMELLA
Buonasera a tutti, ciao ragazzi. Potrei parlare della vostra importanza ma sono convinto che non sia necessario, sono infatti certo che voi sapete già di essere importanti. Quindi oggi pomeriggio, scrivendo qualche pensiero da sottoporvi e cercando di stare dentro i cinque minuti che ci siamo dati, tre minuti? Facciamo anche cinque, Presidente, sia buona, ho voluto fare un intervento provocatorio per invitarvi a riflettere su alcune cose, inizio con una citazione "Ho sempre confessato di non amare la Costituzione, pure con completa adesione alla forma statale che ha instaurato e di non amarla per tutto ciò che ha di enfatico, di espressioni vaghe, di buoni propositi che non hanno niente di giuridico. Comincerei con il mettere tra le espressioni che nulla significano l'Art. 1 Repubblica fondata sul lavoro e che significa il diritto al lavoro dell'Art. 4? Che avrebbe senso solo se comportasse che chiunque ha il diritto di ottenere dallo Stato da un giorno all'altro un dignitoso posto di lavoro retribuito, all'Art. 97 occorreva proprio dire che Gli uffici pubblici sono organizzati in modo che sia assicurato il buon andamento dell'Amministrazione Pubblica? Senza dire che qualche impegno difficilmente è realizzabile, Art. 47 La Repubblica incoraggia il risparmio in tutte le sue forme, articolo scritto quando si sapeva di una legge economica ben nota, della continua perdita del potere di acquisto della moneta che fa sì che il piccolo risparmio, che è il risparmio dei più umili, si assottigli inesorabilmente, ancora Art. 53 – e qui lo dico io: di grande attualità – Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva".

Queste parole ve le ho volute leggere per riflettere insieme a voi su alcune cose, come vi ho detto non sono mie ma sono state pronunciate e pensate da chi è ancora oggi considerato una pietra miliare negli studi giuridici del nostro Paese, chi di voi farà all'Università Giurisprudenza lo incontrerà nei suoi studi, è il Prof. Carlo Jemolo, un giurista e professore di diritto ecclesiastico e queste parole le ha pronunciate l'11 dicembre 1965 all'Accademia dei Lincei, uno dei più prestigiosi istituti italiani. Titolo della sua relazione "La Costituzione: difetti, modifiche ed integrazioni" ed è un discorso per certi versi di grandissima attualità, dico "per certi versi" e poi capirete perché, perché in quel dicembre del 1965 il Prof. Jemolo diceva "Un mito di falsa democrazia ha portato a stabilire che debba esserci un Deputato ogni 80.000 abitanti ma oggi l'esperienza ha da grande tempo insegnato – quindi oggi significa l'11 dicembre 1965 – che è la proporzione tra i rappresentanti dei partiti e non il numero complessivo dei deputati ciò che più importa, perché superare un certo numero significa inceppare il funzionamento dell'Assemblea, un Parlamento di 400 membri funzionerebbe molto meglio di una Camera con 600 o 650 Parlamentari", era il 1965 e a 46 anni di distanza stiamo parlando delle stesse cose.

Un dato scontato è che un mito di falsa democrazia è quello che quanto più numerosa sia una Assemblea tanto meglio esprima il volere del paese e questo vale per Roma ma vale anche per Venezia, per il Consiglio Regionale, per il Consiglio Provinciale di Padova e anche per il nostro piccolo Consiglio Comunale. Ma se nel 1965, cioè quasi cinquanta anni fa, il fatto di ridurre il numero dei parlamentari, dei rappresentanti politici era un dato evidente ancora oggi in un piccolo paese della bassa padovana un Sindaco afferma sulla riduzione dei Consiglieri Comunali "Credo che con questa azione sia stato fatto un grosso danno alla democrazia", un punto di vista legittimo sul quale io non concordo e con il quale intendo confrontarmi.

Le conclusioni del Prof. Jemolo che vi ho detto prima si riassumono nella delusione personale di chi, non rimpiangendo un passato di dittatura, parlava della Costituzione purtroppo come di una grande speranza andata disattesa, addirittura disse "Belle parole dietro le quali manca una effettiva sostanza". Ecco, io dissento da tutto questo, perché una Costituzione come la nostra, nella quale si annunciano dei principi rappresenta un mandato, un obiettivo che si prolunga negli anni a cui dobbiamo adempiere, che dobbiamo portare a pieno compimento, ricordate che voi tutti, noi tutti siamo chiamati a concretizzare e ad applicare la Costituzione meglio di chi ci ha preceduto, tenendo a mente due aspetti, il primo: gli uomini hanno una grande responsabilità nel buongoverno come nel cattivo governo di una nazione, perché noi tutti purtroppo possiamo operare male, fare cattive leggi e dare vita a una democrazia senza qualità anche se abbiamo la Costituzione più bella del mondo; secondo: dobbiamo avere la consapevolezza che nel rispetto dei principi fondamentali la Costituzione e lo Stato possono e talvolta devono essere riformati per rispondere ai nostri tempi, alle sfide della contemporaneità e per correggere, dico proprio correggere le ingiustizie che purtroppo, malgrado tutto, possono generarsi e che talvolta una esaltazione retorica tenta di nascondere ed occultare. Ricordate, ragazzi, che la nostra voce, la voce di ciascuno di noi viene da dentro, è una voce di chi è partecipe di una stessa sorte, di una sorte comune, di uno sforzo collettivo e che di fronte alle ingiustizie e in un periodo di grande difficoltà nazionale ed internazionale reclama legittimamente un domani migliore e uno Stato più giusto e più equo.

La Costituzione che tengo tra le mani è una edizione del 1988, avevo undici anni e, come potete vedere, questo testo è in parte logoro, sbrindellato, anzi adesso si è pure tolta una pagina però ci sono molto affezionato, perché nel 1988 per la prima volta ho tenuto tra le mani la Costituzione del mio paese; oggi l'Amministrazione Comunale ed il Consiglio regaleranno a ciascuno di voi una copia della Costituzione e se avrete voglia di rileggerla (perché l'avete già letta) andate oltre al testo e cercate la verità nelle cose e nella realtà che vi circonda, non abbandonate e anzi coltivate la speranza, l'aspirazione e l'anelito in un domani migliore, in uno Stato sempre più giusto ed efficiente ed in una società sempre più equa, perché queste erano le speranze, le aspirazioni e gli aneliti di chi ci ha preceduto. La libertà, la giustizia e qualsiasi altro bene non sono mai conquiste definitive, ogni generazione deve dare la sua prova. Che la mia generazione e che la vostra generazione siano all'altezza di questo compito e possano essere da esempio per tutti coloro che verranno.

Chiudo con le parole del nostro Presidente della Repubblica, pronunciate a Bergamo il 2 febbraio 2011 "Non esaltiamo retoricamente quello che fu 150 anni fa il punto di arrivo del moto unitario, valorizziamo certo com'è giusto i decisivi balzi in avanti compiuti dalla società italiana ma riflettiamo anche sui vizi del nostro Stato nazionale, lavoriamo insieme per riformare e rinnovare quello che è necessario". Il nostro Presidente Zaia, che sapete è anche uno dei rappresentanti politici del movimento che io rappresento qui, ha detto "Vogliamo un Veneto autonomo in una Italia federale, vogliamo il federalismo reale, vogliamo innescare una forza centripeta che tenga unito il nostro paese, in voi giovani scorrono i migliori ideali e le speranze più alte", non è un caso se nelle recenti rivoluzioni i giovani siano stati i protagonisti, in voi sta tutta la speranza del nostro Paese. In bocca al lupo e fatevi valere per ciò che sapete essere. Grazie.

PRESIDENTE
Grazie, Consigliere Zaramella. Darei la parola ad un rappresentante delle Civiche d'Este, il Consigliere Fornasiero Alberto, prego Consigliere. 

CONSIGLIERE FORNASIERO ALBERTO
Grazie Presidente, buonasera a tutti. Il 150° dell'unità d'Italia, la Giornata internazionale della democrazia, un connubio inscindibile di due valori fondamentali, quali l'unità di una nazione e la sua democrazia, valori che in più parti del mondo sono contrastati ed anteposti dalla disgregazione e dal totalitarismo; niente infatti può apparire più attuale di quanto accade oggi giorno intorno a noi, nel mondo, in Europa ma anche nella nostra Italia, viviamo in un mondo sempre più frenetico dove i miti, i sogni, le aspirazioni soprattutto del mondo giovanile sono rivolte al divertimento, alla vita facile, alla trasgressione, sempre più trascinati da ciò che i media ci propugnano, con una razione quotidiana che costituisce ormai il nostro pane. La realtà però è che le difficoltà e le incertezze dominano sempre di più, le politiche socio – economico finanziarie dei vari paesi sono sempre più in affanno, le borse vanno su e giù, più giù che su, di sicuro c'è una cosa sola: si stanno perdendo i veri valori di riferimento, quelli di sicuro scendono continuamente.

Diversi paesi del Nord Africa, come sapete, sono scesi a tale punto che la popolazione si è ribellata facendo la guerra e quei paesi un po' alla volta molto lentamente e a caro prezzo ritroveranno la democrazia, grazie anche all'aiuto degli americani e di noi europei, anche se dovremmo chiederci e riflettere se l'aiuto offerto sia veramente e solo per ritrovare la democrazia, la libertà o sia, invece, contaminato da interessi di carattere anche economico. Ma ciò non è ancora sufficiente, se è vero infatti (e questi ultimi accadimenti lo dimostrano) che negli ultimi anni la democrazia ha saputo registrare successi fino a poco tempo fa insperati, è anche vero che molti (forse troppi) sono ancora i contesti in cui la libertà democratica e, più in generale, l'affermazione del diritto sono ben lontani dall'essere realizzati. E allora? Allora a voi giovani il compito non facile di fare riemergere la parte buona dell'uomo: il bene, dovrete crescere e forgiarvi prima di tutto all'interno, nello spirito, nell'animo avendo come riferimento i veri valori, quelli della famiglia, del lavoro, di un lavoro che con la fatica sia essa delle braccia che della mente porti il pane alle vostre famiglie, della solidarietà verso chi sarà meno fortunato di voi, questi e altri sono i principi che dovranno animare e alimentare il vostro percorso, che io vi auguro essere longevo e ricco di soddisfazione. Ecco, a voi giovani l'Amministrazione a nome dell'intera cittadinanza sta per consegnare il testo della carta costituzionale, io non vi chiedo di leggerla né tanto meno di impararla a memoria, vi invito però a condurre una vita che alla fine del vostro cammino sia stata degna al punto di meritarsi l'onore di aggiungere qualcosa a questa carta, solo così avrete fatto onore a chi la scrisse. Buona fortuna.

PRESIDENTE 
Grazie, Consigliere Fornasiero. Per il Popolo della Libertà invito il Consigliere Fornasiero Gianfranco, prego Consigliere. 

CONSIGLIERE FORNASIERO GIANFRANCO
Buonasera tutti, grazie Presidente, grazie Sindaco e grazie a voi ragazzi. Prima di leggere anche io quattro righe permettetemi una considerazione: di solito in Consiglio Comunale ognuno per la propria parte politica difficilmente legge o si prepara un discorso, sto notando invece che stasera fino a questo momento, me compreso, tutti si sono fatti un appunto e quindi vuole dire che o non eravamo preparatissimi ad incontrare dei giovani o in Consiglio Comunale la dialettica nasce anche momento dopo momento con la giusta contrapposizione, ovviamente democratica, tra maggioranza che è la parte che governa, minoranza (che in questo caso io stasera rappresento insieme al collega per la parte politica del Pdl Luigi Scaringella) e quindi in Consiglio Comunale c'è una animazione diversa da stasera. Questa è una semplice considerazione, tutti questa sera abbiamo avuto bisogno di un appunto e quindi anche io me lo sono fatto. 

PRESIDENTE
È un segno di rispetto, Consigliere, nei confronti dei ragazzi, dei diciottenni e a me piace molto. 

CONSIGLIERE FORNASIERO GIANFRANCO
Anche di cambiamento. Quindi anche io mi appresto così a leggere qualche spunto.
Credo che l'occasione di questa sera sia un modo per vivere un compleanno speciale, direi specialissimo visto che coincide con i vostri 18 anni, sono pochi lo so, specialmente se rapportati al sottoscritto, beati voi! Però 18 anni sono abbastanza per permettere a chiunque di avere raggiunto un primo giro di boa della propria vita, alla vostra età si arriva alla consapevolezza della vita, del mondo, dei sentimenti e degli ideali, intendiamoci è una presa di coscienza che nessuno in qualsiasi stagione della propria esistenza può mai dire di avere realmente completato, anzi a dirvela tutta c'è anche gente molto più grande di voi che non ha ancora capito bene la realtà in cui vive e che quando sente parlare di "responsabilità" è colpita da una strada forma di orticaria, diciamo che è la paura di crescere, è l'illusione un po' malata e un po' narcisistica di vivere una sorta di festa continua e leggerezza perpetua, anni fa questa illusione ha mietuto non poche vittime tra la nostra, la mia generazione, tra i trentenni e i quarantenni, sarebbe stato anche un fenomeno innocuo e leggero se non avesse un po' condizionato il costume sociale e non avesse portato anche la politica a rimandare tante necessarie scelte che avrebbero giovato anche a voi e alla vostra vita. Quindi la nostra generazione una buona parte di responsabilità se la deve prendere.

Dunque, alla vostra età si dovrebbe avere una prima idea di come vanno le cose della vita ed è una gran bella sensazione muoversi da adulti nel mondo, mantenendo una fiducia inesauribile e nella possibilità di migliorare la vostra vita e quella degli altri, non sempre è così ma così dovrebbe essere e so bene che non dipende solo da voi. Il vostro compleanno, diciamo così, coincide con i 150 anni dell'unità d'Italia, lo ricordavano prima il Presidente, il Sindaco e alcuni colleghi, un anniversario molto, molto importante che pienamente condividiamo nei valori e nella speranza ma coincide anche con l'inizio di un nuovo secolo che ha lasciato alle spalle eventi epocali con radicali cambiamenti nel mondo: 60 anni fa si usciva da due grandi guerre mondiali e anche guerre civili e solo 20 e 22 anni fa, mentre voi più o meno venivate concepiti, cadeva il muro di Berlino, a me pare ieri purtroppo, a voi sembrerà quasi remoto o forse lo studiate nei libri di storia, però l'aspetto fondamentale è che oggi raggiunge l'età adulta la prima generazione di italiani e di europei che può dire di avere vissuto integralmente nell'epoca della libertà.

E' un fatto grandioso, bello e se volete commovente, perché vuole dire che la libertà è diventata grande, il che non autorizza a dire "Evviva, tutto va bene", dal momento che i problemi della libertà sono tanti e anche voi dovete esserne consapevoli nel bene e nel male. In fondo raggiungere l'età adulta significa prendere coscienza anche di quello che non va, non solo nei diritti ma anche nei doveri. La scommessa è proprio questa: magari a voi non sembrerà così, giacché finora di attenzione nei vostri confronti ne avete registrata poca e non so davvero darvi torto, però queste considerazioni e diciamo anche questa serata sono convinto possono contribuire a rendere strategica per tutti la vostra ansia verso il futuro, in modo particolare per le istituzioni e per la politica, deve affermarsi l'idea che la vostra è la generazione strategica o, se preferite, la generazione futura. Su di voi devono investire l'Italia e l'Europa insieme con i vostri fratelli, con i vostri genitori e con i vostri nonni e quindi anche con la generazione passata, il domani infatti non appartiene soltanto ai giovani come voi ma a tutta la società e a tutte le generazioni, quella del futuro deve essere una fede comune, se così non fosse perderemmo tutti il gusto e la voglia di progredire e di inseguire una vita migliore. Sarebbe bello se il vostro compleanno fosse l'occasione per un sano recupero di speranza e di ottimismo da parte e di tutti, ottimismo non ingenuo, né immotivato né tanto meno declamatorio ma ragionevolmente fondato sulle reali possibilità che si presentano alla vostra generazione per realizzare nel concreto la sua libertà e vi assicuro che tali opportunità sono notevoli, a dispetto dei declinisti di professione e profeti di sventura.

Crollate le barriere, venute meno le grandi opposizioni ideologiche è finalmente diventato possibile lavorare per una nuova libertà piena e allargata, risultato cui si può puntare solo affrancandosi dalla pesante eredità delle vecchie ideologie per interpretare il mondo secondo codici nuovi, trovando punti di vista originari. Dovete essere voi che, alleati con il patto generazionale con i vostri padri e fratelli maggiore, avete il compito di raccogliere le sfide da vincere, perché la libertà possa essere un bene sempre più esteso e diffuso, sfide che coincidono con i temi caldi del dibattito politico attuale, dalla questione sociale, all'immigrazione e alla coesione nazionale, dalla crescita dell'Unione Europea alla necessità di mettere di nuovo la persona al centro di processi economici e politici. Vi trovate davanti a sfide nuove, dovrete ridefinire il senso dello stare insieme come nazione davanti a fenomeni giganteschi ed epocali, vi trovate di fronte ad un grande movimento storico che non dovete e non dobbiamo subire ma di cui dobbiamo, dovete essere protagonisti attivi. A voi ragazze e ragazzi, nati alle porte del ventunesimo secolo con il crollo del muro di Berlino, che siete diventati adulti, maggiorenni in occasione del 150° dell'unità d'Italia, dovete essere in prima fila. Auguri, auguri doppi per i presenti, i vostri colleghi, coetanei che non hanno colto questo significato anche in una cerimonia semplice ma istituzionalmente condivisa da tutti, avremo occasione di farlo in un'altra situazione ma hanno perso quella di questa sera, grazie! 

PRESIDENTE
Grazie, Consigliere Fornasiero. Darei la parola al Consigliere Guariento, rappresentante dell'Italia dei Valori, prego Consigliere.

CONSIGLIERE GUARIENTO
Grazie, in primo luogo perché avete raggiunto la maggiore età, che è soltanto uno dei primi traguardi della vita, nel quale avete acquisito la capacità di agire che vi consentirà di esercitare i vostri diritti e di assumere d'ora in avanti i vostri doveri di cittadini italiani e in secondo luogo perché, come sapete, quest'anno ricorre il 150° dalla fondazione dall'unità d'Italia e quindi capite quanto sia fondamentale la vostra presenza in questo consesso, il Consiglio Comunale appunto, che è l'organo politico più vicino al cittadino, cioè a voi. Voi siete il nostro futuro e avete quindi una grandissima responsabilità verso il nostro Comune e la nostra nazione, sarete voi (vi auguro al più presto) ad assumere importanti decisioni per voi stessi e per gli altri, compresi noi attuali Consiglieri Comunali, che non siederemo più su questi banchi, spero che questo invito che voi avete gentilmente accettato vi sia utile a conoscere com'è strutturato ed organizzato il nostro Comune di Este e che questo possa infondervi la passione per la politica che in questi ultimi anni è andata purtroppo sempre più affievolendosi, soprattutto tra i giovanissimi. La stessa, se svolta bene e con la consapevolezza di ciò che rappresenta e del valore che riveste, è fondamentale per la vita democratica e per la libertà di ciascun individuo, voi sapete chiamati rispetto a qualsiasi ruolo o impiego che andrete ad assumere a risolvere i problemi connessi alla società, che oggi giorno sono sempre più numerosi e difficili, mi riferisco alla attuale crisi occupazionale ed economica, alla assistenza agli anziani, i quali saranno sempre più numerosi con l'aumento dell'aspettativa di vita e a altre tematiche sociali molto rilevanti, tuttavia sono sicuro che sarete molto capaci di risolverli grazie non solo al vostro impegno ed alla competenza ma anche ai mezzi tecnologici, alle scoperte scientifiche che saranno sempre più all'avanguardia.

Spesso i giovani sono visti (a torto, purtroppo) più come un problema rispetto a quanto in realtà essi sono, una risorsa importante, voi siete le fondamenta di una casa enorme che sarà costruita mattone dopo mattone e che dovrà reggere, una volta ultimata, per moltissimi anni, per completarla ci vorrà tempo e duro lavoro e dovrete farlo insieme a noi, che siamo un po' più avanzati d'età rispetto a voi e con la generazione che seguirà a voi, con un patto tra generazioni che è essenziale perché resti in piedi tutto il sistema che è stato creato in passato con i duri sacrifici dei nostri padri e dei nostri avi. Quindi dovremo un po' tutti quanti fare la nostra parte affinché si possa garantire un futuro sereno e felice a voi e anche ai vostri figli e nipoti, l'importante non sarà ciò che farete da grandi bensì quello che voi stessi siete adesso e sarete come persone dotate di onestà morale ed intellettuale, di senso del dovere e di solidarietà verso le persone più deboli ed in difficoltà, come gli anziani, gli indigenti, i malati e i portatori di handicap. La volontà di migliorare la nostra città e quindi, nel nostro piccolo, tutto il mondo in cui viviamo, in questa occasione vi sarà consegnata una copia della Costituzione, che è la legge fondamentale dello Stato Italiano, fatene tesoro e conservatela con cura, in modo che potrete a vostra volta donarla ai vostri figli, in essa sono contenuti i principi fondamentali che regolano i nostri rapporti con le altre persone, con i gruppi sociali e con le istituzioni, nel leggerla vi accorgerete che i padri costituenti che l'hanno redatta hanno pensato anche a noi adesso, sebbene sia stata scritta più di sessanta anni fa, essa vi insegnerà ad amare la vostra patria e il vostro territorio, seguitela come la vostra bussola. Quando la leggerete non prendete questa azione come un esercizio faticoso e noioso di studio bensì come un insegnamento utile per voi stessi e per i vostri cari.

Un'altra cosa, l'ultima che mi preme suggerirvi è quella di tenervi sempre aggiornati ed informati attraverso la lettura di quotidiani o attraverso i notiziari, infatti non è solo importante conoscere la nostra storia ma essere attenti anche al presente per essere preparati ad affrontare con tranquillità il futuro. Vi ringrazio della vostra presenza e vi saluto cordialmente. 

PRESIDENTE
Grazie, Consigliere Guariento. In rappresentanza della forza politica UDC Amici di Vanni Mengotto invito il Consigliere Mengotto al vostro tavolo anche lui per un intervento e per un saluto ed un augurio, tra l'altro il Consigliere Mengotto, ragazzi, è stato Sindaco della vostra infanzia, non a caso l'ho lasciato un po' per ultimo come intervento, è stato il Sindaco che vi ha accompagnato durante la vostra infanzia fino ai dodici anni e poi c'è stato il mandato del Sindaco Piva e a diciotto anni con questo nuovo gruppo, questa nuova composizione di Consiglio Comunale. Prego Consigliere.

CONSIGLIERE MENGOTTO
Grazie Presidente, buonasera Signor Sindaco, colleghi Consiglieri e Assessori, un saluto naturalmente a voi tutti.
Io credo che qualcuno di voi si sia domandato "Come mai siamo chiamati qui in Comune, in questa sala a ricevere un testo, una chiavetta USB?", uno diventa maggiorenne e uno dice "Va bene, sapevo già a casa mia che diventavo maggiorenne e non è che il Comune doveva dirmelo", uno dice "Ma perché l'Amministrazione Comunale, la città mi chiama in quella che è la sala più importante?", perché al di là dell'aspetto storico di questo edificio la sala più importante della municipalità è questa, la sala del Consiglio Comunale, non per nulla voi vi trovate personaggi che hanno fatto grande la nostra città e allora uno dice "Vengo qui per ricevere anche una copia della Costituzione", tutti hanno detto che la Costituzione è stata promulgata nel 1948 e quindi ha 63 anni, però diciamo che gli italiani due anni prima, nel 1946 avevano deciso di diventare Repubblica e per quello c'è stata la necessità di una nuova Costituzione, perché non è che l'unità d'Italia sia venuta nel 1946, se festeggiamo i 150 anni vuole dire che c'era qualcos'altro prima della Costituzione, c'era uno Statuto Albertino perché c'era la monarchia nel nostro paese.

Allora uno può domandarsi, questi sono tempi lontani, 63 anni, 65, 150 anni dell'unità d'Italia, voi siete qui ospiti della municipalità e i 65 anni sono niente, questa è l'istituzione più antica che esiste nel nostro paese, sono i municipi e non è la Repubblica, sapete, è giovanissima la Repubblica, non è l'unità d'Italia, prima dell'unità d'Italia esisteva la municipalità, eccome! Se voi andate di là, nell'altra sala vi troverete la Sala della Magnifica Comunità, perché si chiamavano in maniera diversa, qui in Italia un po' alla volta abbiamo l'abitudine di cambiare i nomi alle cose, si chiamava in maniera diversa ma esisteva, eccome prima! La sua esistenza in tempi moderni arriva all'Ottocento ma in tempi antichi noi possiamo vedere quelle mura della città che caratterizzano anche un territorio, non è che i territori dei Comuni siano stati disegnati sulla cartina a caso, se voi vedete la cartina geografica dell'Africa vedete delle linee rette, perché? Perché sono state disegnate con il righello da chi aveva vinto le guerre e qui no, guardate che qui in Italia non troverete nessuna linea dritta dei Comuni, perché? Perché hanno una storia, una storia molto antica.

Allora è per questo che noi vi chiamiamo qui, perché qui c'è una storia molto antica e qualcuno di voi potrebbe dire "Ma perché dobbiamo interessarci di una storia così antica della nostra municipalità?", allora io vi domando ma perché questa sera quando tornate a casa trovate da mangiare? Perché dite "Per forza, ci sono i genitori che hanno preparato da mangiare", presumo, allora vuole dire che nella vostra comunità (la famiglia) ci siete, ci siete nati e ci vivete, magari date un piccolo contributo, fate l'attività di studio, c'è chi aiuta anche a casa, nel fare dei lavoretti di casa, cioè partecipate a quella che è la comunità essenziale della società, la comunità immediatamente più ampia di quella è la municipalità, è questa, è il Comune. Allora uno dice "Perché devo impegnarmi?", posso chiedere: perché vi dovete impegnare nell'ambito della vostra famiglia? Voi dite "È inutile che me lo chiedi, lo faccio lo stesso perché ci credo, perché ci sono nato" e anche qui siete nati. Quello di cui si vuole rendere consapevoli questa sera è questo, l'attività della municipalità non è un qualcosa a cui voi possiate essere indifferenti, perché la municipalità si occupa di tutto quanto quello che uno ha nell'ambito dell'attività comunale, nell'ambito del proprio Comune, se voi andate... ad uno piace e dice "Io vado a fare sport", va fuori nella piazza e ci sono le iniziative sportive, chi le ha messe in piedi queste iniziative sportive? Non è che io, così come privato cittadino, dico "Domani mattina prendo la piazza e metto lì a tirare il pallone" no, c'è la municipalità e l'Amministrazione Comunale che le ha organizzate, a qualcuno di voi piace andare in piscina e chi è che ha messo in piedi la piscina? La municipalità, voi studiate in delle scuole, alcune sono provinciali ma la gran parte fino alle medie sono comunali, a qualcuno piace giocare a calcio etc., è la municipalità che organizza. Quindi sono tutti aspetti che comunque, vi piaccia o non vi piaccia, interagiscono con voi e allora quello che noi vi diciamo, vi dice il Sindaco, vi dice il Presidente del Consiglio e vi dicono tutti i rappresentanti del Consiglio Comunale, e guardate che qui in Consiglio Comunale – lo diceva prima qualcuno – non è che si sia d'accordo su tutto, ognuno dice la sua e spesse volte uno dice una cosa e uno dice magari esattamente il contrario, qui invece questa sera tutti vi diciamo "Guardate che di questa comunità è bene che facciate parte, perché comunque in ogni caso interagisce con quello che è il vostro essere, interagisce con quello che voi fate adesso e farete in futuro, vi piaccia o non vi piaccia", molto meglio esserne consapevoli e molto meglio dire "A me piace questo, è possibile che venga fatto?", guardate che l'Amministrazione Comunale non è solo qui per fare le cose, è qui per fare le cose ma anche per ascoltare quello che gli dicono i cittadini, guardate che se a qualcuno piace andare in piscina e qualcuno di voi dice "In piscina ho l'acqua fredda o l'armadietto è rotto" guardate che il Sindaco, o l'Assessore allo Sport o l'Assessore ai Lavori Pubblici si dispiaccia se voi glielo dite o, lo stesso, se voi avete il campione sotto casa che non funziona, l'Assessore ai Lavori Pubblici è lì ed è contento di saperlo, perché domani mattina chiama e dice che bisogna aggiustare il lampione, interessa a voi perché con il lampione spento forse non ci si vede molto ma interessa anche alla municipalità.

La maggiore età vuole dire potere consapevolmente fare delle scelte, poi ognuno ha le sue idee dal punto di vista politico e poi ognuno se le farà con gli anni, ognuno ha le idee che vuole però dal punto di vista dell'amministrazione della città vi piaccia o non vi piaccia dovete necessariamente, fate parte di questa comunità; noi vi diciamo tutti se volete partecipare, se volete dire la vostra e dire anche "Non ci piace questo" ditelo e fatecelo sapere, perché il vostro parere conta e per il semplice motivo che da quando avete 18 anni voi siete azionisti di questo Comune, nel senso che voi votate e il vostro voto guardate che vale uno e vale uno per tutti, il voto del Sindaco vale uno, il voto di qualunque Consigliere vale uno e il vostro voto (18 anni) vale uno e non è che c'è qualcuno a cui vale dieci e qualcuno a cui vale zero, vale sempre uno e quindi siete azionisti di questa municipalità e quindi avete il diritto e anche il dovere di dire quello che vi piace e quello che non vi piace.

È per questo che siete qui, vi viene data poi la copia della Costituzione perché? Perché in questa cornice complessiva non è che Este sia da sola nel territorio, Este insieme alla comunità italiana di cui facciamo parte, questa comunità ovviamente in cui crediamo, questo paese in cui crediamo e di cui facciamo parte, l'Europa. Questo è il motivo per cui questa sera la municipalità, il Sindaco in veste ufficiale, il Presidente del Consiglio vi chiama e vi dice "Ecco, questo vi dà la città", guardate che questo è un po' come quando si va con l'innamorato, un ragazzo o una ragazza, non è che sia unilaterale ma necessariamente bisogna amarsi in due, è bilaterale, ecco è la stessa cosa: la municipalità vi dice "Questa è la disponibilità che diamo", è chiaro che dall'altra parte se c'è un interesse, se c'è una passione, una volontà etc. è quella che noi siamo pienamente disponibili ed accogliere. Guardate che la passione viene anche a scuola e il Sindaco lo sa bene, frequentavamo qua il Liceo Ferrari tanti anni fa, io sono stato Presidente di istituto, poi è stato Presidente di Istituto il Sindaco e poi ci siamo ritrovati a fare prima io il Sindaco e poi lui il Sindaco della città e quindi vuole dire che probabilmente anche da giovani ci si può interessare, anzi io vi consiglio: interessatevi e se serve anche incazzatevi nelle cose. Grazie. 

PRESIDENTE
Grazie, Consigliere Mengotto. Allora, sintetizzando, mi sembra che davvero sia stato unanime tra tutte le diverse forze politiche il richiamo forte alla responsabilità, all'impegno e alla partecipazione, detto in modo diverso, con stili diversi però tutti concordi i ragazzi. Quindi davvero, a me non dispiacerebbe se da domani partisse un gruppo – la sto proponendo ma sono in parte d'accordo con tutti i miei colleghi capigruppo, perlomeno riuniti in Conferenza, al Sindaco non avevo detto questo, però questo è il Consiglio Comunale – se Valentina, Davide, Nicola, qualcuno li conosco, sono i miei studenti, qualcuno è mio studente, Zenit, Sofia, Riccardo, Giulia, Marta, Celeste etc., Giulia ce ne sarà senz'altro più di una presente, da domani dicesse "Perché non ci uniamo? Noi diciottenni - voi siete collegati in facebook etc. – ci colleghiamo e cerchiamo di essere - quello che suggerivo io prima con una parola, ma che poi è stato ripreso da tutti – sentinelle della città, ci adoperiamo", il lampione che non funziona richiamava il Consigliere Mengotto, l'esigenza di un impianto sportivo nuovo e diverso e cominciamo a prendere contatti con gli Assessori, che vi stanno guardando e ci stanno ascoltando, solo si sono spostati là dietro.
Allora io direi come sempre ogni festa ha bisogno anche dei ringraziamenti, io devo davvero esprimere un grazie grande ai miei colleghi Consiglieri, al Segretario, al Sindaco, agli Assessori ma direi in maniera particolare all'Ufficio Segreteria, che sempre cura le convocazioni dei Consigli, all'Ufficio Messi, all'Ufficio Elaborazione Dati che ha preparato queste chiavette, agli Assessori e in maniera particolare un grazie grande va alla signora Elisabetta Vigato, la signora Elisabetta Vigato ha trovato addirittura nel web una chiavetta, una pen drive USB fatta a chiave che è una meraviglia e adesso ve la consegniamo.
Io, come d'accordo con i capigruppo, chiederei la collaborazione dei capigruppo, per piacere, non sono tantissimi i ragazzi presenti però almeno ogni quattro ragazzi un capogruppo consegna la Costituzione e la chiave della città, partiamo con il Sindaco che consegna ai primi due ragazzi. Vi chiedo un applauso per ognuno che chiamo: Bagno Marta, auguri Marta! Bernuzzo Zenit, auguri! Bordignon Gloria. Adesso capogruppo Fornasiero vieni tu: Boscolo Simone, auguri Simone! Bragè Stefano, Cogo Riccardo, Cordini Beatrice. Adesso ci scambiamo, Consigliere Guariento: Costantini Enrico, Falaguasta Giorgia, Ferro Gaia, auguri! Filon Marco, grazie. Ci scambiamo, Consigliere Zaramella: Furlan Celeste, Furlan Giulia, Gamberini Sofia, Gattolin Giulia. Per le Civiche d'Este Matteo Pajola, capogruppo: Grigore George, auguri! Moro Tallia, Paluan Davide, Tavan Marco. Consigliere Mengotto: Pernumian Davide. Poi l'ho chiesta appositamente anche per ogni Consigliere! Piva Valentina, Polato Marco, Previato Marta. Capogruppo per il Pd Panfilo Francesco: Scarambone Nicola, Schiesari Laura, Turatto Martina.
Ci sono tre persone che hanno espresso la loro giustificazione perché stanno facendo uno stage in Inghilterra, allora le consegniamo: per Battistella Alessandra la prende Giulia, facciamo l'applauso lo stesso, grazie! Per Bregolin Stefano consegnarla a Polato Marco, grazie! Per Federica Faccioli, che ha seguito i lavori fino a cinque minuti fa e che aveva un impegno, la ritira Valentina Piva, grazie! (Applausi)
Allora, ragazzi, vi è stata consegnata una Costituzione con un commento, il commento è del Professore ordinario di diritto costituzionale Lucio Pegoraro, chi si iscriverà alla facoltà di Giurisprudenza a Bologna magari lo incrocerà come suo insegnante di diritto costituzionale, è stato anche mio correlatore di tesi di laurea qualche anno fa, che i 18 anni li ho compiuti da qualche anno. Invece una cosa importante volevo ricordarvi: l'appuntamento sabato, attraverso le scuole l'Amministrazione Comunale ha organizzato l'appuntamento con il Prof. Paolo Maddalena, Giudice di Corte Costituzionale, se non siete stati informati provate un po' ad informarvi presso i vostri dirigenti ed i vostri professori, qualcuno qui dentro so che sta già lavorando per questo incontro, sarà con noi dalle undici alle tredici presso il Cinema Farinelli.

Ancora ricordo un'altra cosa importantissima: la partecipazione alla Marcia della Pace Perugia – Assisi, ci sono già delle adesioni e domani pomeriggio alle 18,30 facciamo un incontro organizzativo e chi volesse aggregarsi, perché siamo nella prima settimana di scuola ed è sempre un po' faticoso magari creare il passaparola, abbiamo degli istituti che hanno assorbito altri pezzi di altro istituto, sto parlando di quelli di Este per cui c'è un po' di difficoltà in questo, se volete essere informati e volete partecipare, è importantissimo perché quest'anno ricorrono cinquanta anni dal 1961, quando è stata fatta per la prima volta la marcia della pace, sarebbe davvero interessante che insieme alle città ed ai rappresentanti delle città ci fossero anche le scuole ed è così che è stata voluta, a me farebbe piacere che davvero ci fosse quella dozzina di studenti, così come abbiamo invitato i vostri dirigenti a partecipare. Venite domani pomeriggio in questa sala alle ore 18,30 per l'incontro organizzativo, se volete partecipare, vi ricordo questo.

Dichiaro allora chiuso questo Consiglio Comunale in seduta straordinaria, davvero molto bello devo dire, un grazie va ancora a tutti voi e in particolare ai miei colleghi Consiglieri, al Segretario ed al signor Gattolin, io saluto tutti e arrivederci, buon lavoro direi, buon impegno nel quotidiano ragazzi! 

SINDACO
Auguri a tutti!