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RASSEGNA TEATRALE "ESTETEATRO 2010"
MARTEDI' 12 GENNAIO COCHI E RENATO Una coppia infedele di e con Aurelio Ponzoni e Renato Pozzett MARTEDI' 19 GENNAIO BALLETTO DI MOSCA LA CLASSIQUE Lo schiaccianoci musiche di P.I.Tciaikovsky - Coreografie originali di M. Petipa LUNEDI' 22 FEBBRAIO PAOLA PITAGORA e ROBERTO ALPI Honour di Joanna Murray-Smith - Regia di di Franco Però MERCOLEDI' 3 MARZO GIULIANA MUSSO Nati in casa di Giuliana Musso e Massimo Somaglino con Giuliana Musso - regia Massimo Somaglino MARTEDI' 6 APRILE COMPAGNIA ITALIANA OPERETTE Al cavallino bianco di Ralph Benatzky; libretto di Hans Müller-Einigen e Erik Charell Abbonamento a 5 spettacoli "Esteteatro": € 64,00 1° Settore e galleria - € 45,00 2° Settore Biglietti per lo spettacolo del 12.1.2010 (Cochi e Renato) € 20,00 1° Settore e galleria - € 14,00 2° Settore Biglietti per gli altri spettacoli: € 17,00 1° Settore e galleria - € 12,00 2° Settore Gli abbonamenti ed i biglietti potranno essere acquistati sin d'ora presso il negozio DISCOMAGAZINE - piazza Maggiore, 1 - ESTE - tel. 0429 3333 - e mail discomagazine@aruba.it con orario di apertura, tranne il lunedì mattina, 9,30 - 12,30 e 15,30 - 19,30; (fino al 6 gennaio 2010 il negozio rimarrà aperto anche la domenica pomeriggio). Per il primo spettacolo in programma martedì 12 gennaio 2010 (Cochi e Renato in Una coppia infedele), la prevendita dei biglietti inizierà lunedì 11 gennaio 2010. Per gli spettacoli successivi, la prevendita inizierà il giorno dopo lo spettacolo precedente. I biglietti che dovessero rimanere disponibili potranno essere acquistati alla biglietteria del teatro, la sera di ciascuno spettacolo, a partire dalle ore 20,00. Per ogni ulteriore informazione o chiarimento ci si potrà rivolgere al Settore Cultura del Comune di Este tel. 0429 617 573 e mail cultura@comune.este.pd.it oppure Ufficio Iat in via G. Negri al n. 0439 600462. Eventuali aggiornamenti verranno inseriti sul sito www.comune.este.pd.it. Anche quest'anno l'Amministrazione Comunale in collaborazione con il circuito teatrale che fa capo al Teatro Stabile di Verona - Fondazione Atlantide, propone una Rassegna Teatrale, che si svolgerà presso il teatro "Farinelli" di Este tra gennaio e aprile 2010. Notevole la valenza culturale per il livello degli artisti coinvolti e la tipologia delle rappresentazioni programmate. La stagione comprende infatti i più vari generi espressivi che ci propone il mondo dello spettacolo dal vivo: oltre alla prosa, il cabaret, c'è il grande balletto classico ed il teatro musicale. "Abbiamo voluto unire nello stesso calendario, con un certo coraggio, proposte molto tradizionali, popolari, con altre, particolarmente innovative, come lo spettacolo con quella straordinaria autrice ed attrice che è Giuliana Musso - ha dichiarato l'Assessora alla Cultura ed alle Pari Opportunità Elisa Bussi - "L'intento è quello di incontrare le aspettative della maggior parte del pubblico e contemporaneamente suscitare curiosità ed interesse anche per le nuove tendenze teatrali, privilegiando rispetto alla quantità, la qualità degli spettacoli". L'assessora Bussi ha concluso: "Abbiamo voluto mantenere gli stessi prezzi di biglietti ed abbonamenti dello scorso anno: un motivo in più per vivere insieme questi eventi."
ESTETEATRO 2010 - LE SCHEDE DEGLI SPETTACOLI
MARTEDI' 12 GENNAIO COCHI & RENATO UNA COPPIA INFEDELE Di e con Aurelio Ponzoni e Renato Pozzetto e con i Goodfellas (Mr.Lucky Luciano - voce e contrabbasso, Fabrais La Motta - batteria, Slim Gennaro - piano, Nick Salerno - chitarre, Smiley Buonarota - tromba, Mickey Caruso - sassofono, clarinetto) Dopo lo straordinario successo della passata stagione - oltre 60 piazze da tutto esaurito - Cochi e Renato tornano sui palcoscenici d'Italia con il loro ultimo lavoro: "Una coppia infedele". Tutto il meglio di Cochi e Renato in questo spettacolo che ancora alterna canzoni demenziali, gag surreali, riflessioni insensate, battute fulminanti per una coppia che non smette di colpire pubblici di ogni età. Amici sin dall'infanzia, nati come comici al mitico Derby di Milano negli anni '60, cambiarono la comicità, mettendosi sulla scia di Fo, Iannacci e Gaber. Da cabarettisti puri, inventavano uno stile personalissimo nella Milano dei maestri: la loro «normalità» creava uno stile nuovo. Ma c'è di più: è l'intenzione di graffiare, di andare oltre il revival. Oggi la loro normalità - che sta nell'accorta gestione e nel rinnovamento del repertorio - dice che il cabaret può uscire dalle secche in cui l'ha cacciato l'indigestione televisiva degli ultimi anni. E soprattutto che il cabaret può tornare a spaziare, inventando e raccontando storie, mescolando i linguaggi, sovvertendo sensi e significati. MARTEDI' 19 GENNAIO ARTEATRO di Carlo Pesta in collaborazione con L'Agenzia della Danza di Mauro Giannelli, sotto l'alto patronato del Ministero Russo della Cultura Balletto di Mosca La Classique Diretto da Elik Melikov LO SCHIACCIANOCI Musiche di P.I.Tciaikovsky - Coreografie originali di M. Petipa Coreografie: Alexander Vorotnikov e Irina Nesterova-Vorotnikova Eseguito per la prima volta il 18 dicembre 1892 a San Pietroburgo su libretto di Petipa; secondo gli storici fu sempre il geniale francese ad iniziare la stesura delle coreografie, ma una malattia lo costrinse a delegare l'incarico a Lev Ivanov, secondo maître de ballet del Teatro Marinskij. La "prima" ebbe fra gli interpreti l'italiana Antonietta Dell'Era nel ruolo della Fata Confetto. Per il tema musicale Tchaikovski scelse il suono incantevole della celesta, strumento che il compositore scoprì nel 1891 durante un soggiorno a Parigi e il giovanissimo Nicolaj Legat, il quale sarebbe in futuro diventato maestro di Nijinskij e Fokin. Tra le parti più conosciute e amate dal pubblico affezionato alla fiaba natalizia de Lo Schiaccianoci figurano il Valzer dei Fiocchi di Neve, il trascinante Valzer dei Fiori e i divertissements affidati ai solisti nel secondo atto: la Cioccolata (danza spagnola), il Caffè (danza araba), il The (danza cinese) e il Trepak, tipica danza russa di origini cosacche. L'ispirazione per il libretto de Lo Schiaccianoci giunse al coreografo Marius Petipa nella rivisitazione operata da Alexandre Dumas di un racconto gotico di E.T.A. Hoffman. Gli aspetti più inquietanti e sottilmente psicanalitici della novella originale vengono eliminati per inscenare un balletto che esalta il divertimento, la dolcezza e una serie di incanti fantastici. È la vigilia di Natale e il benestante Stahlbaum, borgomastro di Norimberga, ha allestito un fastoso ricevimento. Tra gli invitati c'è Drosselmeyer, un po' mago e un po' precettore, che regala alla piccola Clara, figlia del borgomastro, un coloratissimo soldatino schiaccianoci. Quando il fratello Fritz le rompe il dono appena ricevuto, Drosselmeyer interviene riaccomodando il gioco; Clara, sollevata ma stanca, si addormenta su una poltrona vicino all'albero di Natale sfavillante di luci e sogna. Il viaggio onirico la mette di fronte alle sue paure di bimba, personificate dal Re dei Topi e dalle sue orribili schiere di soldati. Lo Schiaccianoci si trasforma in un coraggioso Principe, che sconfigge l'oscura masnada e accompagna Clara in un mondo di fate, giochi e dolciumi. La romantica avventura, tripudio di musica e danze popolari, si conclude con il risveglio di Clara che si ritrova tra le braccia lo Schiaccianoci giocattolo. La giovane, tornata alla realtà, porta con sé il ricordo del sogno e uno sguardo più consapevole verso il futuro e il proprio percorso di crescita. L'allestimento in due atti elaborato nel 2001 da Vorotnikov privilegia la purezza tecnica e le doti espressive di ciascun danzatore. La varietà e l'eleganza dei costumi, oltre alla brillante scenografia, sono eredità di Marina Sokolova, immortale per chiunque abbia avuto modo di apprezzare il suo lavoro nei più conosciuti teatri sovietici. Il cast è composto interamente da ballerini russi. LUNEDI' 22 FEBBRAIO Fama Fantasme Produzioni e Asti Teatro presentano Paola Pitagora - Roberto Alpi HONOUR di Joanna Murray-Smith - traduzione Masolino d'Amico. Con Viola Graziosi e Evita Ciri regia di Franco Però Fino a quale punto l'amore può prevalere? Cosa succede quando un confortevole e pluridecennale matrimonio di classe media all'improvviso si frantuma? Quando valori e responsabilità condivise non possono più convivere? Quando si presenta la possibilità di rinnovare la propria vita, ma a spese della felicità e della sicurezza di qualcun altro? E qual è l'impatto di tutto ciò sul resto della famiglia? Murray Smith, autrice "cult" australiana con il suo stile essenziale e immediato, arriva dritta in punta di penna al cuore di tali dinamiche, mettendo alla prova la nostra concezione di "dignità" e di senso della "convenienza". Il testo, costruito in forma di frammenti, si snoda lungo questo sentiero emotivo con un' inevitabilità che avvince, fino ad arrivare ad un finale nient'affatto scontato. George, giornalista e critico letterario, famoso e molto influente; Honour, sua moglie, già brava scrittrice; Claudia, giovane intervistatrice, molto determinata, con mire letterarie; Sophie, fragile figlia della coppia, studentessa universitaria. Una famiglia importante dell'establishment intellettuale, dove i ruoli della coppia sono ben definiti con soddisfazione (reale? apparente? ) di entrambi i partners. Ma poi piomba, meteora inaspettata, questa giovane a intervistare Lui, l'intellettuale famoso. E l'ingranaggio, in apparenza perfettamente oliato del ménage familiare, comincia ad incepparsi. Che una giovane donna, attraente, affascini l'uomo maturo al punto di fargli abbandonare la vita precedente, rientra in una conosciuta casistica; ma che la giovane Claudia intrecci rapporti con gli altri membri della famiglia - che sono, poi, due donne: Honour e Sophie - e li "usi" e si faccia "usare" da questi per quella che si rivela, essenzialmente, come una crudele forma di ri-nascita - o, se vogliamo, di riscoperta di sé stessi - per tutti i personaggi coinvolti, cambia la prospettiva da cui si lascia osservare questa dissoluzione familiare. Ogni rapporto, ogni gerarchia verrà spezzata, ogni personalità dovrà ricostruirsi, e non solo all'interno del nucleo preesistente, ma anche, cadendo nell'inevitabile gioco di specchi, sarà la stessa Claudia a scoprire zone ancora sconosciute di sé stessa. Joanna Murray Smith Nata in Australia nel 1962, si è imposta ben presto come una delle autrici più interessanti della sua generazione. Nel 1989 ottiene la sua prima nomination all' Australian Film Institute Award per Georgia . Nel 1995 Honour è stata messa in scena in forma di lettura per la prima volta al New York Stage and Film Festival da Meryl Streep, Sam Waterson e Kyra Sedwick, e dopo aver vinto il Victorian's Premier's Literary Award for Drama nel 1996, è stata prodotta a Broadway nel 1998. Il testo è stato da allora rappresentato a San Francisco, in Nuova Zelanda, Corea, Brasile, Messico, Malesia, Turchia, Portogallo e Gran Bretagna; è stato visto da oltre 40.000 spettatori, confermandosi un successo mondiale. Tra le altre opere dell'autrice The Female of Species , che ha debuttato a Broadway con Annette Bening nelle primavera del 2007. E Bombshells, rappresentato con successo al Festival di Edinburgo nel 2004, che ha ottenuto la nomination all'Olivier Award per la migliore interpretazione femminile. MERCOLEDI' 3 MARZO Nati in casa di Giuliana Musso e Massimo Somaglino con Giuliana Musso regia Massimo Somaglino NOMINATION PREMIO UBU 2002 "…la nascita è una normale funzione del nostro corpo, non una malattia…" Si nasceva in casa, una volta. Nei paesi c'era una donna che faceva partorire le donne. La "comare", la chiamavano, era la levatrice, l'ostetrica insomma. Nati in casa racconta la storia di una donna che fu levatrice in un paese di provincia di un nord-est italiano ancora rurale. Storia tutta al femminile, dunque, storia di una dedizione costante e quasi sommessa al destino di una gente, che dura una vita e che non si risolve mai in un unico eroico gesto ma che rivoluziona il mondo dal di dentro, piano piano. Infatti questa vicenda non si trova nei libri di storia ma nel ricordo delle persone. L'abbiamo raccolta attraverso tante interviste e disegnata tracciando linee semplici tra un aneddoto e l'altro, memorie di fatti eccezionali solo per chi li vive. Come quando di notte suonava il campanello ed era sempre una corsa, a piedi, col calesse, in bicicletta e persino a dorso d'asino e accompagnata da almeno due persone perché anche la levatrice era una donna e di notte da sola con un uomo "foresto" non si poteva andare; o quando un giorno benedetto ebbe da assistere ben cinque partorienti e in quel piccolo paese nacquero cinque bambini sani in un sol giorno; quando in quella casa fece nascere il decimo bambino, dopo nove femmine, ed era un maschio, che lo alzò al cielo come un piccolo Mosè; e quando una giovane donna incinta che si voleva buttare nel fiume uscì dalla sua casa e non ci si buttò…quando erano così poveri che il bambino appena nato lo adagiarono in un cassetto…Eventi straordinari di vita quotidiana. O eventi quotidiani di una vita straordinaria. Come nascere. Prima la testa, poi le spalle…e sei nato. E attraverso la memoria, una analisi della maternità di oggigiorno: modi, tempi, luoghi, figure professionali e protagonisti reali. "… a conti fatti, il fil rouge, tenuto in mano da una straordinaria Giuliana Musso, illuminata da una nuova, struggente dolcezza di donna e di attrice, conduce altrove, in pensieri lontani (…) si penetra infine nel non-tempo e nel mistero del distacco, dal buio alla luce, dal non-essere all'esserci…" Il Gazzettino - Angela Felice "…è il quadro di un'umanità vera, segnata da un rispetto innato, forse inconsapevole ma quasi sacro, per il rito del nascere, del vivere e del morire. E di questa umanità la levatrice è un'efficiente esemplare (…) Giuliana Musso asseconda il racconto (…) in un alternarsi di commozione e di riso, di nostalgia e di invettiva, di abbandono alla memoria e di bruschi richiami al presente, che rendono il suo monologare molto avvincente a molto vive le figure che lo animano." Messaggero Veneto - Mario Brandolin "…prende l'avvio la ricostruzione epico-popolare di una figura d'altri tempi, capace di riassumere in se' tutto il modesto e poco appariscente eroismo dei "senza storia", fatto di incondizionata dedizione, rispetto e generosità. Una narrazione al femminile in cui è la donna sempre e comunque a riappropriarsi di ciò che in effetti appartiene soltanto a lei (…) Uno spettacolo che merita di essere visto, e non soltanto dalle donne." Il Nuovo Friuli - Gianni Cianchi "… il monologo scritto da Massimo Somaglino che firma la regia e da Giuliana Musso, bravissima interprete (…), rappresenta certamente un piccolo evente da non perdere." Roma - La Repubblica - Nico Garrone "…storie di donne raccontate da una donna: Giuliana Musso è stupenda nel dare vita alle maschere, le voci, le grida e i respiri dei suoi personaggi. Il teatro di narrazione ha un nome in più." La Nuova Venezia - Roberto Lamantea "Nati in casa, del Teatro Club Udine, l'accattivante comunicativa di Giuliana Musso si articola in una varietà di registri, dall'umorismo, alla tenerezza, alla denuncia civile. Muovendo da una spiritosa mimesi del parto di oggi, superassistito e monitorato, si passa ad una rievocazione nostalgica del mondo delle levatrici, costruita su testimonianze raccolte in Friuli e nel Veneto, con passaggi carichi di emozioni e di ritualità, fino alla denuncia del cinismo dell'attuale politica sanitaria italiana in materia di parto." Sipario - Claudio Facchinelli MARTEDI' 6 APRILE COMPAGNIA ITALIANA DI OPERETTE presenta Al cavallino bianco Di Ralph Benatzky; libretto di Hans Müller-Einigen e Erik Charell e testi di Robert Gilbert La scena è ambientata a San Volfango, nel Salzkammergut. La bella vedova Gioseffa, innamorata dell'avvocato Bellati, è proprietaria dell'hotel "Al Cavallino bianco" e continua a licenziare camerieri perché innamorati di lei. Leopoldo, anch'esso cameriere e anch'esso innamorato di lei deve attendere tempi migliori per poter confessare il suo amore alla bella Gioseffa. Arriva nell'hotel il buffo e ricco industriale Pesamenole accompagnato dalla figlia Ottilie che per faccende di lavoro è in causa con un suo concorrente proprio difeso dall'avvocato Bellati. Leopoldo affitta a Pesamenole la camera occupata normalmente dall'avvocato; si inizia a creare un certo scompiglio, attenuato dall'innamoramento di Bellati per Ottilie che prontamente lo ricambia anche grazie all'aiuto del buon Leopoldo. Ecco giungere nell'hotel anche il professor Hinselmann con sua figlia Claretta e Sigismondo, figlio del concorrente di Pesamenole. Sigismondo e Claretta, conosciutisi durante il viaggio, si innamorano l'uno dell'altra ma l'avvocato Bellati mette in testa a Pesamenole che Sigismondo sarebbe il marito perfetto per sua figlia Ottilia in modo da fondere la sua azienda con quella del suo rivale in causa e riesce a far impegnare la ragazza con l'obiettivo di chiedere in un secondo momento la sua mano. E' l'arrivo dell'arciduca, data la stagione della caccia, che complica ancora di più le cose in un primo momento ma che poi fa in modo che Gioseffa si accorga dell'amore di Leopoldo ricambiandolo, che l'avvocato Bellati si metta con la bella Ottilia, e che Sigismondo si fidanzi con la dolce Claretta. La prima rappresentazione ebbe luogo l'8 novembre 1930 al Großes Schauspielhaus di Berlino. L'operetta trae ispirazione dall'omonima commedia di Oskar Blumenthal e Gustav Kadelburg, scritta nel 1896 durante il soggiorno in una locanda di Sankt Wolfgang im Salzkammergut sul Wolfgangsee in Austria. "Al Cavallino Bianco" fu proibita nella Germania nazionalsocialista a causa dei suoi coautori ebrei. A Londra ne furono fatte 650 rappresentazioni e a New York divenne un duraturo successo a Broadway. La Compagnia Italiana di Operette è presente nei più prestigiosi teatri di tutta Italia da oltre cinquant'anni. Anni di successi, anni di tournée, di glorie, non solo in Italia ma anche all'estero. E' l'unica compagnia di operette ad avere un'orchestra stabile per tutti i suoi spettacoli. |
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